Tratto da “Il Quotidiano” del 24 gennaio 2007

Interviene il Sindaco di Longobardi dopo la chiusura dei “Comuni del Basso Tirreno Cosentino

“Era necessario chiudere il Consozio”

Nelle scorse settimane le amministrazioni comunali dì Fiumefreddo Bruzio, Longobardi, Belmonte Calabro, Amantea, Cleto, Lago, Aiello Calabro, Serra Aiello e San Pietro in Amantea hanno sancito la chiusura del Consorzio dei Comuni del Basso Tirreno Cosentino, un organismo nato negli anni scorsi con l’obiettivo di creare politiche di sviluppo, m favore della nascita di una nuova as200iazione, di fatto più snella nella fase operativa e quindi in grado di strutturare azioni concrete sul territorio, in modo da far decollare i buoni propositi e le idee che accomunano, in eguale misura, gli esecutivi locali.Sull’attuazione ditale passaggio giunge puntuale la riflessione del sindaco di Longobardi, Aurelio Garritano, decisamente incline all’operatività istituzionale a prescindere dalla forma organizzativa. “Personalmente - ha commentato lo stesso Garritano - avrei preferito modificare il vecchio statuto del consorzio intercomunale, rendendolo più agile e più concreto nell’azione e più vicino agli obiettivi che, a parole, erano stati prefissati dall’attuazione di questa entità. Ad ogni modo, chiudere il consorzio, o modificarne lo statuto ed il funzionamento per organizzare una nuova struttura era diventato un fatto ormai improcrastinabile, ma per evitare che ne nasca un altro che di diverso abbia solo il nome, è necessario cambiare veramente rotta e, soprattutto, è necessario che i sindaci, o comunque i loro delegati politici, si rimbocchino le maniche in modo serio e concreto, finendola una buona volta di fare più chiacchiere che fatti. Diversi colleghi sindaci, infatti, ma anche alcuni dei loro collaboratori, hanno nel passate preferito parlare anziché agire, d il Consorzio non ha funzionato per come poteva e doveva; ben venga, allora, questa nuova idea anche meglio strutturata rispetto al recente passato, ma bisogna agire concretamente”. “I problemi - aggiunge il primo cittadino di Longobardi – sono tanti e nel settembre del 2006 ho già avuto modo di scrivere una lettera a tutti i Sindaci del Tirreno Casentino, ottenendo, a dire il vero, pochi riscontri. Siamo noi i primi responsabili, siamo noi i primi a doverci muovere, siamo noi i primi a dover dare esempi positivi di comportamenti, moralità ed efficienza, lasciando stare i campanilismi e, soprattutto, mettendo da parte le appartenenze partitiche, che servono solo a paralizzare le amministrazioni e a fare le fortune di qualche furbetto del quartierino”.